
Nei dieci anni trascorsi dal loro primo impiego le varietà GM hanno superato la soglia dei 400 milioni di ettari complessivi, e nel solo 2005 la superficie è stata di oltre 90 milioni di ettari (+11% rispetto agli 81 milioni del 2004) in 21 Paesi in tutto il mondo. Di questi, 11 sono Paesi in Via di Sviluppo e raccolgono il 90% degli agricoltori che hanno deciso di adottare questo tipo di tecnologia. Nei quattro paesi che si sono aggiunti rispetto al 2004 risultano Francia, Portogallo, Repubblica Ceca, dove è stato coltivato mais Bt e l’Iran, dove sono stati coltivati per la prima volta circa 4 mila ettari di riso Bt. Infatti Iran e Cina rappresentano i due paesi più all’avanguardia nel processo di sviluppo e commercializzazione del riso transgenico, la cui coltivazione su ampia scala avrà molto probabilmente forti ripercussioni sia a livello locale, ma soprattutto a livello globale per quel che riguarda l’accettazione generale di questo tipo di prodotti. Dai dati risulta che anche nel 2005 la soia continua ad essere la principale coltura biotech impiegata nel mondo, occupando 54,4 milioni di ettari (60% della superficie totale di colture biotech), seguita dal mais (21,2 milioni di ha, cioè il 24%), cotone (9,8 milioni di ha, 11%) e colza (4,6 milioni di ha, 5%).
Per quanto riguarda i tratti maggiormente diffusi nel 2005 il principale è stato quello di tolleranza agli erbicidi, in particolare in varietà di soia, mais, colza e cotone, coltivate su 63,7 milioni di ettari; il carattere Bt di resistenza agli insetti parassiti è stato invece impiegato complessivamente su 6,2 milioni di ettari e sempre maggiore diffusione hanno ottenuto le varietà “stacked”, quelle cioè in cui sono presenti più caratteri migliorativi, coltivate nel 2005 su 10,1 milioni di ettari complessivi. In particolare negli USA le varietà stacked hanno rappresentato il 20% della superficie totale coltivata con piante biotec, e in questo stesso Paese hanno fatto la loro comparsa per la prima volta sul mercato anche varietà in cui sono presenti tre caratteri migliorativi. L’ISAAA conclude dicendo che ci sono i presupposti per un cauto ottimismo che questo sorprendente successo nella diffusione delle colture biotec, testimoniato dai primi dieci anni di commercializzazione (dal 1996 al 2005), possa continuare e forse persino aumentare ulteriormente nella prossima decade. L’adozione delle buone pratiche agricole rimane tuttavia un elemento critico sempre molto importante, così come la corretta quanto responsabile gestione dei nuovi prodotti messi a disposizione dalle moderne biotecnologie soprattutto nei paesi in via di sviluppo, che ne saranno probabilmente i principali utilizzatori.
Fonte:www.isaaa.org
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